Sabato, 02 Gennaio 2016

Buon 2016

Ritornano i nostri auguri "a tutto campo".

Ebbene sì. Un altro anno se ne è andato. Di promesse non mantenute e di (poche) soddisfazioni in generale. Tuttavia noi di Quotidiano Pubblico ci siamo sempre, a pungolare categorie o personalità assortite con le nostre particolari cartoline d'auguri.

 


Buon 2016 agli anti-immigrati. Tutti coloro che strumentalizzano attentati terroristici, reati di cronaca e disoccupazione attribuendone sempre e comunque, per riflesso pavloviano, la colpa agli extra-comunitari e affini dovrebbero farsi un esamino di coscienza e chiedersi cosa saremmo noialtri indigeni senza quella parolina che indica uno spostamento da un paese ad un altro. Mission impossible ma guai a non provarci: tendere una mano porta senz'altro più serenità e armonia che tirare una pietra...

Buon anno a Matteo Renzi. L'Italia continua pervicacemente nella sua ricerca dell'uomo forte, colui che riesca a prendere in mano le redini del paese adattando le regole della democrazia (?) a proprio uso e consumo. Piccole banche uguali piccoli scandali che non ne stanno  in apparenza intaccando l'immagine decisionista. Il "rottamatore" per eccellenza tiene più o meno saldamente in mano le redini del paese, e ciò gli garantisce il consenso di molti, senza peraltro l'avallo politico delle urne. Una semplice domanda però s'impone: ma Denis Verdini è veramente il "nuovo che avanza" oppure il classico "amico di famiglia" da primissima repubblica?

Buon nuovo anno a Barack Obama. Il 2016, comunque vada, sarà l'ultimo del suo doppio mandato presidenziale. Chi aveva riposto in lui grandi speranze sarà rimasto deluso, chi è rimasto con i piedi per terra non potrà che averne apprezzato la serietà. Lo rimpiangeremo tutti, specialmente se vincerà qualche autentico spauracchio della sponda opposta.

Buon 2016 a Donald Trump. Miliardario populista è riuscito in un sol colpo ad oscurare la figura italiota di Silvio Berlusconi e ad avere l'endorsement ufficiale di Vladimir Putin. Basterebbero queste credenziali ad indicargli metaforicamente la porta d'uscita della politica a stelle e strisce, ma l'ineffabile ossigenato continua a spararle grosse. Dopo il divieto d'ingresso nel paese a tutti i musulmani, evidentemente riconoscibili dalla barba fluente, tocca all'oscuramento di internet e dei vari social network sul territorio americano. United States grande paese: persino al Saturday Night Live - luogo di culto per il cabaret di altissima scuola - lo caccerebbero a pedate. Nell'agone politico, invece, trova pure molti simpatizzanti. Il grande circo non si ferma mai.

Auguri a Beppe Grillo. Ne ha bisogno. Sono ormai anni che predica una vittoria (elettorale) imminente. Lo si aspetta dunque alla fatidica prova del governo. Magari accaparrarsi la poltrona di sindaco nella Capitale potrebbe essere un buon viatico. Rendere pubblico un programma di governo - sia a livello nazionale che locale - probabilmente aiuterebbe nell'impresa.

Buon 2016 alla Francia. Colpita duramente dagli attacchi terroristici dello scorso novembre deve rialzare immediatamente la testa in quanto nazione-simbolo della lotta all'Isis. Non cedere al lepenismo montante potrebbe essere un buon inizio, dato che il muro contro muro ideologico mai ha condotto a qualche risultato positivo.

Tantissimi auguri di buon nuovo anno ai giovani disoccupati italiani. Per come è strutturato il job's act renziano prevede molte nuove opportunità. Ma di precariato. E i ragazzi del sud non sanno, metaforicamente parlando, dove sbattere la testa. L'emigrazione resta una delle principali opzioni. Così torniamo al punto uno di questo breve elenco, fatto di corsi e ricorsi, promesse e premesse che di anno in anno si assomigliano in modo sempre più preoccupante.

Per concludere, last but not least. Buon 2016 alla famiglia di Valeria Solesin, la ragazza italiana brutalmente uccisa al Bataclan parigino lo scorso novembre. Non sarà un bel nuovo anno, purtroppo. Ma grazie. Di tutto. Superfluo elencare i motivi.

 

Quotidiano Pubblico

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