Venerdì, 10 Giugno 2016

Confessioni di un elettore deluso

La tornata elettorale di Roma, Italia 2016.

Roma, giugno 2016. La mia prima volta come astensionista consapevole. Prima elezione saltata a piè pari per scelta. O meglio, per mancanza di "offerta" politica. Brutto termine, ma non me ne viene uno migliore. Del resto anche gli stessi politici italioti non sembrano avere granché rispetto per chi li vota. Da sempre, non da oggi.

Virginia Raggi, del Movimento Cinque Stelle grillesco, era data favorita alla vigilia ed ha confermato le previsioni. Si presenta bene e ha una parlantina sciolta. Come da copione, essendo in vantaggio nei sondaggi ha rifiutato pressoché sistematicamente il confronto con gli altri candidati. Visto lo spessore generale la cosa non depone in suo favore. Tutta da dimostrare la capacità di saper governare una metropoli fuori controllo - in senso fisico e gestionale - come Roma. Aver fatto il consigliere comunale non regala , perdonate la banalità lapalissiana, la patente di buon sindaco in automatico. Avvocato di professione vanta, si fa per dire, un praticantato pluriennale nello studio legale (?) di Cesarone Previti. Sarà eterodiretta dal suo "datore di lavoro" Beppe Grillo - con tanto di penalità firmata nero su bianco - oppure riuscirà a smarcarsi? Troppi dubbi per votarla.
Roberto Giachetti, del Partito Democratico, è l'uomo invisibile. Nessuno sapeva come era fatto fino alla vigilia delle elezioni. Come asso nella manica voluto da Matteo Renzi - dopo la singolar tenzone continua con Ignazio Marino, sindaco incredibilmente avversato dal suo stesso partito, caso più o meno unico al mondo - appare più somigliante ad un due di coppe quando a briscola regna un altro segno. Per le veline ambosessi renziane è già un miracolo essere arrivati al ballottaggio, dopo appunto i disastri (secondo loro) dell'amministrazione precedente e Mafia Capitale. Peccato che il PD abbia perso un po' ovunque: a Milano il credito ottenuto dal sindaco Pisapia gettato al vento dalla scelta renziana all'insegna della discontinuità, poiché era impossibile candidare ancora una volta qualcuno fuori dalla cerchia. E Sala è formalmente esterno ma perfettamente aderente al progetto politico di Renzi. Quello cioè di rifare la DC e governare altri trent'anni. A Napoli nemmeno raggiunto il misero traguardo del ballottaggio, con De Magistris/Masaniello ad ottenere il pieno di voti. A Torino il buon Piero Fassino sperava, come sindaco uscente, di essere riconfermato al primo turno mentre ora dovrà affrontare un difficile ballottaggio con la giovane candidata pentastellata Chiara Appendino. Ottime ragioni per non pensare nemmeno di votare il povero Giachetti, vaso di coccio in una realtà machiavellica.
Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia ex Alleanza Nazionale mi scuserà se la liquido in poche battute: troppo di destra per essere anche solo candidata al mio voto. Di un'imitatrice di Marine Le Pen non sentiamo davvero il bisogno. Comunque alla fine è andata non troppo lontana dal soffiare il posto a Giachetti al ballottaggio, tra strepiti contro l'immigrazione e anatemi verso le unioni di fatto. Meditate, gente, meditate...
Alfio Marchini, della sua lista personale nonché altrimenti conosciuto come novello Ridge della soap Beautiful, parrebbe un monumento vivente alla contraddizione umana. Tra i numerosi slogan elettorali campeggiava quello di "liberi dai partiti" e poi accetta l'abbraccio ferale di Silvio Berlusconi. Come dire: io sono vegetariano ma a giorni alterni mi ingozzo volentieri di porchetta. Credibilità pari a zero e giusta punizione elettorale. Per conto mio non esisteva, come candidato.
Stefano Fassina, ahilui, simboleggia l'inarrestabile parabola discendente della sinistra. Ferita a morte dalle scelleratezze bertinottiane e definitivamente eliminata dal renzismo imperante. Avessero almeno candidato un giovane di belle speranze, con in mente un progettino nuovo...
Sulle altre candidature superfluo prenderle in considerazione. Percentuali da prefisso telefonico previste e mantenute. This is Rome. Una città di bellezza imperitura che tutto meritava tranne una campagna elettorale del genere. Temo che pure il ballottaggio non mi vedrà alle urne....


Davide De Santis
Roma

Letto 653 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Per precisa scelta editoriale questo sito non emette alcun tipo di cookies di profilazione